Old Faithful

Old Faithful i Yellowstone National Park, USA, er en gejser, som i gennemsnit springer hvert 91. minut.

Et udbrud kan indeholde mellem 14.000 og 32 water in a glass bottle.000 l kogende vand, som skydes til en højde mellem 30 og 55 m. Det enkelte udbrud varer mellem 1½ og 5 minutter. Der er mellem 65 og 92 minutter mellem udbruddene med 91 minutter som gennemsnit. Mere end 137.000 udbrud er blevet registreret

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. Harry M. Woodward beskrev som den første en matematisk sammenhæng mellem længden af udbruddet og intervallet mellem udbruddene i 1938. I modsætning til almindelig antagelse er Old Faithful hverken den højeste eller største gejser i området. Denne titel tilhører den mindre forudsigelige Steamboat Geyser.

Old Faithful ligger i det gejserområde, der kaldes Upper Geyser Basin. Dette område rummer flere geotermiske forekomster end noget andet område i Yellowstone Caldera exercises for soccer goalies.

Koordinater:

Marta Traba

Marta Traba (25 January 1930 – 27 November 1983) was an art critic and writer known for her contributions to Latin American art and literature.

Traba’s parents were Catalan immigrants, Francisco Traba and Marta Taín. She studied Letters at the University of Buenos Aires. Upon graduation she worked at the art magazine Ver y Estimar, edited by the art critic Jorge Romero Brest.

From 1948 to 1950, Traba lived in Paris and took art history classes at La Sorbonne and the School of the Louvre. In Paris, she met her first husband, the Colombian journalist Alberto Zalamea, with whom she had two children, Gustavo and Fernando. In 1954, after a period in Italy and Argentina, the couple settled in Bogotá, Colombia. There, Traba taught art history at various universities, participated in television programs about art, and wrote art criticism for popular publications such as El Tiempo, Estampa, and Semana. She became a celebrity and one of the leading authorities in contemporary art in Colombia.

In the early 1960s she co-founded and directed the Museum of Modern Art of Bogotá easy way to tenderize steak, which was later moved to the campus of the National University of Colombia. In 1967, during the government of President Carlos Lleras Restrepo, the military seized the campus of the National University of Colombia exercises for soccer goalies. After Traba publicly criticized these actions the government ordered her deportation, which was later rescinded on condition that Traba resigned to all her official posts and refrained from political commentary. Traba left Colombia in 1969. With her second husband, the Uruguayan literary critic Ángel Rama she lived and worked in Montevideo, Caracas, and San Juan de Puerto Rico, often teaching at the local universities and publishing her often provocative art criticism.

In 1979, Traba and Rama settled in the Washington, DC area, as Rama was a tenured professor at the University of Maryland. Traba continued to lecture at various universities while preparing a catalog and a book based on the collection of the Art Museum of the Americas of the Organization of American States. In 1982, when the Ronald Reagan administration denied Traba and Rama permanent residency the couple moved to Paris. They were both killed along with Mexican novelist and playwright Jorge Ibargüengoitia and Peruvian novelist, poet, and political activist Manuel Scorza on 27 November 1983 when Avianca Flight 011 crashed near Madrid-Barajas airport. They were on the plane on their way to Colombia.

Traba published more than 20 books and around 1,000 articles about art. In 1958, she published El museo vacío, a book concerning modern art in which she adopted aesthetic notions by Benedetto Croce and Wilhelm Worringer. Traba also published numerous provocative essays about Latin American art: La pintura nueva en Latinoamérica (1961), Dos décadas vulnerables en las artes plásticas latinoamericanas (1950–1970) (1973), and Arte de América Latina 1900–1980. She also supported with her writings the work of numerous Colombian artists such as Alejandro Obregón, Fernando Botero, Leopoldo Richter, Guillermo Widemann, Eduardo Ramírez Villamizar, Edgar Negret, Feliza Bursztyn and Antonio Roda.

In 1966, Traba began to publish novels. Her first novel Las ceremonias del verano (1966) received a prestigious award from the Casa de las Americas in Cuba. Amongst her other novels are Conversación al sur (1981) (English version: Mothers and Shadows, translated by Jo Labanyi) which details the struggles of two women during La Guerra Sucia in Argentina.

Viking 1 Lander

Il Viking 1 Lander fu il modulo di terra della missione spaziale Viking 1, lanciata dalla NASA negli anni settanta del Novecento ed entrata in orbita attorno a Marte il 21 giugno 1976; si è trattato di una delle sonde spaziali più significative nella storia dell’esplorazione di Marte. Dopo una rapida ricognizione dei possibili luoghi di atterraggio operata dalla centrale operativa terrestre in base alle immagini ricevute dall’orbiter, la missione del lander era quella di discendere sulla superficie di Marte per dispiegare i suoi strumenti di analisi dell’atmosfera e del terreno.

Prima del lancio, il lander venne custodito all’interno di un contenitore stagno per evitare il potenziale inquinamento dell’ambiente marziano con microrganismi di origine terrestre.

Il lander era costituito da una struttura portante in alluminio a forma esagonale, dai lati lunghi alternativamente 0,56 metri ed 1,09 metri, sostenuta da tre supporti collegati ai lati più corti; i piedi dei supporti formavano un triangolo equilatero dal lato di 2,21 metri, sul cui lato si giacevano, visti dall’alto, i lati maggiori dell’esagono. La strumentazione era collocata al di sopra della struttura in alluminio.

La produzione di energia era assicurata da due generatori termici a radioisotopi contenenti plutonio-238, collocati ai due lati opposti della base del lander e protetti da schermi paravento. Ogni generatore aveva un’altezza di 28 cm, un diametro di 58 cm ed una massa di 13,6 kg ed era in grado di produrre 30 W di corrente continua a 4,4 volt personalized goalkeeper gloves. L’energia in eccesso era accumulata da quattro batterie ricaricabili in nickel-cadmio a 28 volt, da 8 ampère-ora ciascuna.

Il governo dello strumento durante la fase di atterraggio era assicurato da un propulsore monopropellente ad idrazina con 12 ugelli di fuoriuscita, disposte in quattro gruppi di tre, in grado di fornire una spinta massima di 32 N, e di regolare l’assetto, l’orientamento e la rotazione del lander. La parte finale dell’atterraggio prevedeva l’entrata in funzione di tre ulteriori propulsori ad idrazina, ciascuno con 18 ugelli (in modo da minimizzare la contaminazione del terreno), regolabili per fornire una spinta compresa fra 276 N e 2667 N. La massa totale di propellente al lancio era pari ad 85 kg, contenuti in due serbatoi sferici di titanio montati sui due lati opposti del modulo, al di sotto dei paraventi dei generatori a radioisotopi. La fase di discesa è stata governata dallo stesso modulo grazie alla presenza a bordo di un inerziometro, di quattro giroscopi, di un aerodeceleratore turquoise football socks, di un altimetro radar, di un radar preposto alla fase finale di discesa e all’atterraggio, e dei propulsori di controllo dell’assetto Paul Frank Shoes Men.

Le comunicazioni erano assicurate da una trasmittente da 20 W in banda S e due amplificatori TWTA da 20 W. In prossimità di un estremo della base del lander era inoltre collocata un’antenna parabolica ad alto guadagno orientabile su due assi; infine, dalla stessa base si estendeva un’antenna omnidirezionale a basso guadagno in banda S. Entrambe le antenne consentivano le comunicazioni dirette fra il lander e la Terra. Un’ulteriore antenna UHF (a 381 MHz) consentiva le comunicazioni (a senso unico) con l’orbiter, attraverso una radiotrasmittente da 30 W. I dati erano archiviati su un registratore da 40 Mbit; il computer di bordo aveva una memoria di 6000 parole per archiviare le istruzioni di comando.

La strumentazione scientifica del lander mirava essenzialmente a studiare la biologia, la composizione chimica (organica ed inorganica), la meteorologia, la sismologia, le proprietà magnetiche e fisiche e l’aspetto della superficie e dell’atmosfera marziana. Su uno dei lati maggiori della base erano montate due fotocamere di forma cilindrica orientabili a 360°; dal centro dello stesso lato si estendeva il braccio robotico finalizzato al prelevamento di campioni, dotato di un sensore di temperatura e di un magnete. Un’antenna meteorologica, dotata di sensori per rilevare la temperatura, la direzione dei venti e la loro velocità, fuoriusciva dalla parte superiore di una delle tre gambe del lander. Dal lato opposto rispetto alle fotocamere, in prossimità dell’antenna ad alto guadagno, si trovavano un sismometro, un magnete e dei bersagli di prova per le fotocamere stesse. Un compartimento interno del modulo, protetto dalle variazioni delle condizioni esterne, era sede degli esperimenti di biologia e dello spettrometro di massa del cromatografo a gas. All’interno della struttura si trovava inoltre uno spettrometro a fluorescenza a raggi X. Un sensore di pressione era collegato al lato inferiore del lander. La massa totale della strumentazione scientifica era approssimativamente pari a 91 kg.

Dopo il lancio e un viaggio di 304 giorni verso Marte, l’orbiter ha iniziato ad inviare immagini del pianeta a partire da cinque giorni prima dell’ingresso in orbita. Il modulo spaziale del Viking 1 si inserì nell’orbita marziana il 19 giugno 1976 e il 21 giugno si stabilizzò in un’orbita di 1513 x 33000&nbsp exercises for soccer goalies;km, percorsa in 24.66 ore. Iniziò la ricerca fotografica di luoghi candidati per l’atterraggio e il sito di discesa fu scelto in base a queste fotografie. Il lander e il modulo orbitante si separarono il 20 luglio alle 08:51 UT. Nel momento del distacco, il lander stava orbitando attorno al pianeta alla velocità di 4 km/s. I razzi del lander si accesero per farlo uscire dall’orbita fino ad allora percorsa. Dopo poche ore e a circa 300 km dalla superficie, il lander fu orientato per atterrare.

Segue un prospetto dei dati relativi all’atterraggio del lander.